Argomenti di coltura. Discussioni, spaccare il capello in quattro

Quaderno 9 (XIV)
§ (44)

Atteggiamento da intellettuali è quello di prendere a noia le discussioni troppo lunghe e sottili, che si sbriciolano analiticamente nei minuti particolari e mostrano di non voler finire se non quando tra i dissertanti si sia venuti a un accordo perfetto su tutto il piano di attrito o per lo meno le opinioni in contrasto si siano affrontate totalmente. L’intellettuale crede sufficiente un accordo sommario, sui principii generali, sulle linee direttrici fondamentali e presuppone che il lavorio individuale di riflessione porterà necessariamente all’accordo sulle «minuzie». Perciò nelle discussioni tra intellettuali si procede spesso per accenni rapidi: si tasta, per così dire, la formazione culturale reciproca, il «linguaggio» reciproco, e fatta la scoperta che ci si trova su un terreno comune, con un linguaggio comune, con modi di ragionamento comuni, si procede oltre rapidamente. La quistione appunto è che le discussioni non avvengono sempre tra intellettuali professionali, ma anzi un terreno comune culturale, un linguaggio comune, modi di ragionamento comuni occorre creare tra non intellettuali, che non hanno acquistato l’abito professionale e la disciplina intellettuale necessari per la rapida connessione di concetti apparentemente disparati, come viceversa per la rapida analisi, scomposizione, scoperta delle differenze essenziali tra concetti apparentemente simili.

Spesso in questa rubrica si è accennato alla formazione «parlata» della cultura, e ai suoi inconvenienti per rispetto allo scritto. Osservazioni giuste ma che occorre integrare con queste fatte ora, cioè con la necessità, per diffondere organicamente una forma culturale, della parola parlata e della discussione minuta e «pedantesca. (Questo si osserva nei rapporti tra intellettuali professionali e non intellettuali, che poi è il caso tipico in ogni grado di scuola, dalle elementari all’Università). Il non tecnico del lavoro intellettuale, nel suo lavoro «individuale», coi libri, intoppa in una difficoltà, che lo arresta, perché non ne può avere subito la soluzione, che invece è possibile avere nelle discussioni a voce immediatamente. Perciò deve essere un giusto contemperamento del lavoro individuale (scritto e con lo scritto) e del lavoro «orale», di discussione ecc.

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