Letteratura popolare. Verne e letteratura di avventure meravigliose

Quaderno 3 (XX)
§ (149)

Nelle avventure di Verne non c’è niente di completamente impossibile: le «possibilità» di cui dispongono gli eroi di Verne sono superiori a quelle realmente esistenti nel tempo, ma non troppo superiori e specialmente non «fuori» della linea di sviluppo delle conquiste scientifiche del tempo. La immaginazione non è del tutto «arbitraria». Diverso è il caso del Wells e del Poe, in cui appunto domina in gran parte l’«arbitrario», anche se il punto di partenza può essere logico e innestato a una realtà scientifica concreta. Questo carattere limita la fortuna e la popolarità di Verne (a parte il valore artistico scarso): la scienza ha superato Verne e i suoi libri non sono più «eccitanti» psicologici. Lo stesso si può dire delle avventure poliziesche, per es. di Conan Doyle: per «il tempo erano eccitanti», oggi sempre meno, per varie ragioni: perché il mondo delle lotte poliziesche è più noto, mentre Conan Doyle in gran parte lo rivelava ecc. e anche perché la tecnica è più avanzata. Interessa ancora l’apporto individuale dell’eroe, la macchina psichica del ricercatore, ma allora Poe è più interessante e Chesterton ancora di più ecc.

Nel «Marzocco» del 19 febbraio 1928, Adolfo Faggi (Impressioni da Giulio Verne) scrive che il carattere antinglese di molti romanzi di Verne è da riportare a quel periodo di rivalità tra la Francia e l’Inghilterra che culminò nell’episodio di Fashoda. L’affermazione è errata e credo anche anacronistica: in realtà l’antibritannicismo è un elemento fondamentale della psicologia popolare francese, forse più profondo che l’antitedeschismo, perché ha ben altra tradizione storica: l’antitedeschismo è relativamente recente, non va, in realtà, oltre la Rivoluzione Francese, ma è specialmente legato al 70, ed alla sconfitta a alla dolorosa impressione che la Francia non era più la più forte nazione militare e politica dell’Europa occidentale, perché la Germania, da sola, non in coalizione, aveva vinto la Francia. L’antinglesismo invece risale almeno alla guerra dei cento anni, è legato all’immagine popolare di Giovanna d’Arco ed è stato rinforzato modernamente dalla Rivoluzione Francese e magari da Fashoda. Questo elemento non è specifico del Verne, ma di tutta la letteratura popolare francese (cfr la Sand, ecc.) recente e non recente.

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