I nipotini di padre Bresciani. Giulio Bechi

Quaderno 6 (VIII)
§ (2)

Morto il 28 agosto 1917 al fronte (cfr giornali del tempo: ne scrisse Guido Biagi nel «Marzocco»; cfr Profili e caratteri di Ermenegildo Pistelli, e Mario Puccioni, Militarismo ed italianità negli scritti di Giulio Bechi, nel «Marzocco» del 13 luglio 1930). Secondo il Puccioni: «La mentalità dei parlamentari sardi volle vedere in Caccia grossa solo un attacco spietato contro usi e persone e riuscì a fargli passare un guaio – così Giulio diceva con frase partenopea – di due mesi d’arresti nella fortezza di Belvedere». Il Bechi andò in Sardegna col 67° fanteria, La quistione del suo contegno nella repressione del brigantaggio, condotta come le spedizioni coloniale e del suo libro, il cui tono generale è caratteristico, fin dallo stesso titolo, è molto più complessa di quanto paia al Puccioni, il quale cerca di mettere in rilievo come il Bechi protestasse per l’abbandono in cui era lasciata la Sardegna e come esaltasse le virtù native dei Sardi.

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