Giuseppe Prezzolini

Quaderno 23 (VI)
§ (24)

Articolo di Prezzolini: Monti, Pellico, Manzoni, Foscolo veduti da viaggiatori americani, pubblicato nel «Pègaso» (di Ojetti) del maggio 1932. Prezzolini riferisce un brano del critico d’arte americano H.Y. Tuckerman (The Italian Sketch-Book, 1848, p. 123): «Alcuni dei giovani elementi liberali, in Italia, si dimostrano assai disillusi perché uno, il quale stava per diventare un martire della loro causa, si sia voltato invece alla devozione, e si mostrano spiacenti che egli abbia ad impiegar la sua penna per scrivere inni cattolici e odi religiose»; e commenta: «Il dispetto che i più accedi provavano per non aver trovato in Pellico uno strumento di piccola polemica politica, è dipinto in queste “osservazioni”». Perché si dovesse trattare di meschino «dispetto» e perché, prima del 48, la polemica contro le persecuzioni austriache e clericali dovesse esser «piccola» è appunto un mistero «profano» della mentalità brescianesca.

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