Argomenti di cultura. Cesare e il cesarismo

Quaderno 17 (IV)
§ (21)

La teoria del cesarismo, che oggi predomina (cfr il discorso di Emilio Bodrero L’umanità di Giulio Cesare, nella «Nuova Antologia» del 16 settembre 1933) è stata immessa nel linguaggio politico da Napoleone III, il quale non fu certo un grande storico o filosofo o teorico della politica. È certo che nella storia romana la figura di Cesare non è caratterizzata solo o principalmente dal «cesarismo» in questo senso stretto. Lo sviluppo storico di cui Cesare fu l’espressione assume nella «penisola italica» ossia a Roma la forma del «cesarismo» ma ha come quadro l’intero territorio imperiale e in realtà consiste nella «snazionalizzazione» dell’Italia e nella sua subordinazione agli interessi dell’Impero. Né, come dice il Bodrero, Cesare trasformò Roma da Stato-città in Capitale dell’Impero, tesi assurda e antistorica: la capitale nell’impero era dove risiedeva l’imperatore, un punto mobile; la cristallizzazione di una capitale portò alla scissione, all’emergere di Costantinopoli, di Milano ecc. Roma divenne una città cosmopolita, e l’Italia intera divenne centro di una cosmopoli. È da fare un paragone tra Catilina e Cesare: Catilina era più «italiano» di Cesare e la sua rivoluzione forse avrebbe, con un’altra classe al potere, conservato all’Italia la funzione egemonica del periodo repubblicano. Con Cesare la rivoluzione non è più soluzione di una lotta tra classi italiche, ma di tutto l’Impero, o almeno di classi con funzioni principalmente imperiali (militari, burocrati, banchieri, appaltatori ecc.). Inoltre Cesare, con la conquista della Gallia aveva squilibrato il quadro dell’Impero: l’Occidente cominciò con Cesare a lottare contro l’Oriente. Ciò si vede nelle lotte tra Antonio e Ottaviano e continuerà fino alla scissione della Chiesa su cui ebbe influenza il tentativo di Carlo Magno di restaurare l’Impero, così come la fondazione del potere temporale del papato romano. Dal punto di vista della cultura è interessante l’attuale mito di «Cesare» che non ha nessuna base nella storia, così come nessuna base aveva nel Settecento l’esaltazione della repubblica romana come di una istituzione democratica e popolare ecc.

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