La realtà del mondo esterno

Quaderno 11 (XVIII)
§ (57)

Cfr Tolstoi, I vol. dei Racconti autobiografici (Infanzia-Adolescenza, ed. «Slavia», Torino, 1930) p. 232 (cap. XIX dell’Adolescenza intitolato proprio «L’Adolescenza»): «Ma da nessuna corrente filosofica fui affascinato come dallo scetticismo, che ad un certo momento mi portò ad uno stato vicino alla follia. Immaginavo che fuori di me nessuno e nulla esistesse in tutto il mondo, che gli oggetti non fossero oggetti, ma immagini, le quali mi apparivano solo quando vi fissavo l’attenzione, e che appena cessavo di pensarci quelle immagini subito svanissero. In una parola mi trovavo d’accordo con Schlegel nel ritenere che esistono non gli oggetti, ma il nostro rapporto con essi. C’erano momenti, quando, sotto l’influenza di questa idea fissa arrivavo a rasentare la follia, al punto che rapidamente mi voltavo dalla parte opposta, sperando di sorprendere il vuoto (le néant) là dov’io non ero».

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