Paragone ellittico?

Quaderno 7 (VII)
§ (42)

Che la teoria del valore del Marx non sia un paragone ellittico, come vorrebbe spiegarla il Croce, risulta dal fatto che essa teoria è uno sviluppo della teoria di Ricardo (osservazione fatta da Graziadei in Sindacati e Salari, il quale non faceva certamente un «paragone ellittico». Tuttavia anche questa correzione al Croce mi pare non sia soddisfacente in tutto e per tutto. È arbitraria la teoria di Marx? E in che allora consisterebbe l’arbitrio? Nello svolgimento dato dal Croce alla sua dimostrazione del paragone ellittico non potrebbe esserci tuttavia un grano di verità inconsapevole? Bisognerebbe studiare bene la teoria di Ricardo e specialmente la teoria di Ricardo sullo Stato come elemento che assicura la proprietà, cioè il monopolio dei mezzi di produzione. Se si studia infatti l’ipotesi «economica» pura, come Ricardo probabilmente intendeva fare, non occorre prescindere dagli «Stati» (dico apposta «Stati») e dal monopolio «legale» della proprietà? Non si tratterebbe quindi per nulla di un «paragone ellittico» fatto da Marx come «propugnatore» di una futura forma sociale diversa da quella studiata, ma di una teoria risultante dalla riduzione alla pura «economicità» dei fatti economici, cioè del massimo di determinazione del «libero gioco delle forze economiche». È certo che Ricardo come gli altri economisti classici erano estremamente spregiudicati e la teoria del valore-lavoro di Ricardo non sollevò nessuno scandalo al suo tempo (cfr la Storia del Gide e Rist; non rappresentava nessun pericolo perché era ed appariva come una constatazione puramente obiettiva; il valore polemico, pur senza perdere la sua obbiettività, lo acquista col Marx ecc.). Questo problema è legato allo stesso problema fondamentale della scienza economica «pura» cioè alla ricerca e alla identificazione di ciò che è il concetto e il fatto economico, indipendente dagli altri concetti e fatti di spettanza delle altre scienze; e per fatto economico occorre ancora intendere il fatto «produzione e distribuzione dei beni economici materiali» e non tutti i fatti che possono essere compresi nel concetto di «economia» quale appare nel Croce (per il quale anche l’amore, per es., è un fatto economico ecc.).

A proposito di «paragoni ellittici» sarebbe ancora da notare che tutto il linguaggio è una serie di «paragoni ellittici» e che la storia è un paragone implicito tra il passato e il presente (l’attualità storica). E perché l’ellissi sarebbe illecita se il paragone avviene con un’ipotesi avvenire, mentre sarebbe lecita se il paragone avviene con un fatto passato? (il quale in tal caso è preso proprio come «ipotesi», cioè punto di riferimento che fa meglio comprendere il presente?) (Questo spunto è da approfondire).

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