Passato e presente

Quaderno 9 (XIV)
§ (138)

Aneddoto di Giustino Fortunato. Pare sia del 1925 o 1926. Raccontato da Lisa. Pare che si parlasse col Fortunato della lotta politica in italia. Egli avrebbe detto che, secondo lui, c’erano in Italia due uomini veramente pericolosi, uno dei quali era il Miglioli. Sarebbe stato presente, oltre il Lisa, un certo avv. Giordano Bruno, di cui non ho mai sentito parlare, nonostante il suo tragico nome. Il Bruno avrebbe detto: «Ma, senatore, sono due uomini di grande ingegno!» ingenuamente, perché di solito «pericoloso» ha un significato strettamente «poliziesco». E il Fortunato, ridendo: «Appunto perché sono intelligenti sono pericolosi». Non so se l’aneddoto sia vero, e dato che sia vero, il Lisa l’abbia vissuto o solamente «sentito dire». Ma è verosimile e si inquadra perfettamente nel modo di pensare del Fortunato.

Ricordare la lettera del Fortunato riportata da Prezzolini nella prima edizione del suo volume La Cultura italiana, e ricordare il necrologio di Piero Gobetti scritto dall’Einaudi (e mi pare anche che il Fortunato abbia scritto qualcosa nello stesso numero unico del «Baretti»); in ogni modo il Fortunato si teneva in rapporti col Gobetti e cercava di immunizzarlo dall’influsso della gente «pericolosa».

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