Merimée e il 48

Quaderno 9 (XIV)
§ (114)

Nella «Revue des deux Mondes» (fasc. 15 maggio 1932) è pubblicato un manipolo di lettere di Prospero Merimée alla Contessa De Boigne (autrice delle famose Memorie). Sul 48 in Italia: «I Piemontesi non si preoccupano affatto del nostro aiuto e noi impediamo gli italiani di aiutarli col promettere il rinforzo del nostro invincibile esercito: un viaggiatore che viene di Lombardia racconta che il paese, come in pieno Medio Evo, è diviso in tante piccole repubbliche quanti sono i borghi e i villaggi, ostili l’uno all’altro nell’attesa di prender le armi». Il Merimée era favorevole all’unità italiana. Racconta aneddoti piccanti sulla situazione francese: per esempio i contadini, votando per Luigi Napoleone, credevano di votare per Napoleone I. Inutilmente si cerca di spiegare loro che la salma dell’Imperatore è sepolta agli Invalidi. (Che l’equivoco di un possibile aiuto dell’esercito francese abbia nel 48 influito nel non determinare un maggior movimento di volontari ecc. è possibile: si spiegherebbe meglio così il motto dell’«Italia si farà da sé», ma non si spiegherebbe lo stesso l’inerzia militare anche del Piemonte e l’assenza di una chiara 〈direzione〉 politico-militare, nel senso altrove spiegato).

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