[Machiavelli]. Grandi potenze

Quaderno 9 (XIV)
§ (88)

La misura suprema della grande potenza è data dalle guerre. Il concetto di grande potenza è strettamente legato alle guerre. Entrando in alleanze per una guerra, e oggi ogni guerra presuppone dei sistemi di forze antagonistiche, è grande potenza quella che al momento della pace è riuscita a conservare il rapporto delle forze con gli alleati, per essere in grado di far mantenere i patti e le promesse fatte all’entrata in guerra. Ma uno Stato che per entrare in guerra ha bisogno di grossi prestiti, che ha bisogno continuo di armi e munizioni per i soldati, di vettovaglie per l’esercito e per la popolazione civile, di navi per il trasporto, che cioè non può far la guerra senza l’aiuto continuo degli alleati, che per qualche tempo dopo la pace ha ancora bisogno di aiuti specialmente di vettovaglie e in prestiti o altre forme di aiuti finanziari, come può essere uguale ai suoi alleati e imporsi perché mantengano le promesse? Un simile Stato non è considerato grande potenza altro che nelle carte diplomatiche, ma nella realtà è considerato come un semplice fornitore di soldati per la coalizione che ha i mezzi non solo di sopportare la guerra con mezzi propri, ma ha mezzi esuberanti di cui disporre.

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