Passato e presente. Élite e decimo sommerso

Quaderno 9 (XIV)
§ (33)

È da porsi la domanda se in qualsivoglia società sia possibile la costituzione di una élite, senza che in essa confluiscano una gran quantità di elementi appartenenti al «decimo sommerso» sociale. Ma la domanda diviene necessaria se le élite si costituisce sul terreno di una dottrina che può essere interpretata fatalisticamente: allora affluiscono credendo di poter giustificare idealmente la loro povertà d’iniziativa, la loro deficiente volontà, la loro mancanza di paziente perseveranza e concentrazione degli sforzi, tutti i falliti, i mediocri, gli sconfitti, i malcontenti che la manna non piova dal cielo e le siepi non producano salsicce, che anche essi sono una forma di «decimo sommerso» delle società in cui la lotta per l’esistenza è accanita e nei paesi poveri, in cui ci si può fare un posto al sole solo dopo lotte accanite. Così si può avere una élite alla rovescia, una avanguardia di invalidi, una testa-coda.

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