Machiavelli. Rapporti di forza ecc.

Quaderno 9 (XIV)
§ (40)

Nello studio del terzo grado o momento del sistema dei rapporti di forza esistenti in una determinata situazione, si può ricorrere al concetto che nella scienza militare è chiamato della «congiuntura strategica» ossia, con più precisione, del grado di preparazione strategica del teatro della lotta, uno dei cui elementi principali è dato dalle condizioni qualitative del personale dirigente e delle forze attive che si possono chiamare di prima linea (comprese in esse quelle d’assalto). Il grado di preparazione strategica può dare la vittoria a forze «apparentemente» inferiori a quelle avversarie. (Si può dire che questa preparazione tende a ridurre a zero i così detti «imponderabili», cioè le reazioni immediate, in un momento dato, delle forze tradizionalmente passive o semipassive). (Tra gli elementi di questa preparazione strategica sono da porre quelli considerati nelle osservazioni fatte su un «ceto militare» che fiancheggia l’organismo tecnico dell’esercito, la cui preparazione è curata da tutti i paesi: ufficiali in congedo, associazioni di corpi militari in congedo, che mantengono lo spirito di corpo anche dopo la fine del servizio militare attivo ecc.).

Altro elemento da aggiungere al paragrafo sull’economismo è questo: come esemplificazione della così detta intransigenza, l’avversione [rigida] di principio al compromesso con la sua manifestazione subordinata della «paura dei pericoli». L’avversione al compromesso è strettamente legata all’economicismo, in quanto la concezione su cui si basa questa avversione non può essere che un fatale verificarsi di certe situazioni favorevoli senza bisogno di «prepararle» con iniziative volontarie e predisposte secondo un piano; c’è inoltre l’elemento di affidarsi ciecamente e scriteriatamente alla virtù delle armi. Non si tiene conto del fattore tempo e non si tiene conto, in ultima analisi, della stessa «economia» nel senso che non si capisce come in certi momenti la spinta dovuta al fattore economico è rallentata o impastoiata da un elemento ideologico tradizionale, che c’è una lotta, nell’interno di certi blocchi sociali economico-politici, tra le esigenze della posizione economica di massa e la fortuna politica dei dirigenti tradizionali, e che una iniziativa politica appropriata da parte di una forza estranea al blocco è «necessaria» per liberare la spinta economica dalla pastoia politica e mutare la direzione tradizionale con una nuova direzione conforme al contenuto economico sviluppatosi in una fase più progressiva ecc. Due forze «simili» non possono fondersi in organismo nuovo che attraverso una serie di compromessi, oppure con la forza delle armi; alleandosi su un piano di eguaglianza o subordinando una forza all’altra con la coercizione. Se l’unità delle due forze è necessaria per vincere una terza forza, evidentemente il ricorso alla coercizione (dato che se ne abbia la disponibilità) è una pura ipotesi metodologica e l’unica possibilità concreta è un compromesso.

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