I nipotini di padre Bresciani

Quaderno 9 (XIV)
§ (20)

G. Prezzolini. Cfr articolo di Giuseppe Prezzolini, Monti, Pellico, Manzoni, Foscolo veduti da viaggiatori americani, in «Pègaso» del maggio 1932. Prezzolini riporta un brano del critico d’arte americano H.Y. Tuckermann (The Italian Sketch-book, 1848, p. 123): «Alcuni dei giovani elementi liberali, in Italia, si dimostrano assai disillusi perché uno, il quale stava per diventare un martire della loro causa, si sia voltato invece alla devozione, e si mostrano spiacenti che egli abbia ad impiegar la sua penna per scrivere inni cattolici e odi religiose».Così commenta il Prezzolini: «Il dispetto che i più accesi provavano per non aver trovato in Pellico uno strumento di piccola polemica politica, è dipinto in queste osservazioni». Perché si dovesse trattare di volgare «dispetto» e perché, prima del 48, la polemica contro le persecuzioni austriache e clericali fosse «piccola» è appunto un mistero della della mentalità brescianesca.

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