Introduzione allo studio della filosofia

Quaderno 8(XXVIII)
§ (237)

Uno dei concetti fondamentali da fissare è quello di «necessità» storica. Nel senso speculativo-astratto. Nel senso storico-concreto: la necessità è data dall’esistenza di una premessa efficiente, che sia diventata operosa come una «credenza popolare» nella coscienza collettiva. Nella premessa sono contenute le condizioni materiali sufficienti per la realizzazione dell’impulso di volontà collettiva.

Altro concetto da ridurre da speculativo a storicistico è quello di «razionalità» nella storia (quindi di «irrazionalità), concetto legato a quello di «provvidenza» e di «fortuna», nel senso in cui è adoperato (speculativamente) dai filosofi idealisti italiani e specialmente dal Croce. Occorrerà perciò vedere l’opera del Croce su G.B. Vico, i cui il concetto di «provvidenza» è appunto «speculativizzato», dando inizio così all’interpretazione idealistica della filosofia del Vico. Per il significato di «fortuna» nel Machiavelli cfr L. Russo, in nota alla sua edizione major del Principe (p. 23).

(Per Machiavelli «fortuna» ha un duplice significato, uno obbiettivo e un altro soggettivo. La «fortuna» è la forza naturale delle cose, la concorrenza propizia degli eventi, quella che sarà la Provvidenza del Vico, oppure è quella potenza trascendente di cui favoleggiava la vecchia dottrina medioevale, cioè dio, e per il Machiavelli, come dice il Russo, non è più la virtù degli scolastici, la quale ha un carattere etico e ripete la sua forza dal cielo, e nemmeno quella di Tito Livio, che sta a significare per lo più valore militare, ma la virtù dell’uomo del Rinascimento, che è capacità, abilità, industria, potenza individuale, sensibilità, fiuto delle occasioni e misura delle proprie possibilità).

Il Russo ondeggia in seguito nella sua analisi. Per lui il «concetto di fortuna, come forza delle cose, che nel Machiavelli come negli umanisti serba ancora un carattere naturalistico e meccanico, troverà il suo inveramento e approfondimento storico solo nella razionale provvidenza di Vico e di Hegel. Ma è bene avvertire che tali concetti nel Machiavelli, non hanno mai un carattere metafisico come nei filosofi veri e propri dell’Umanesimo ma sono semplici e profonde intuizioni (quindi filosofia!) di vita, e come simboli di sentimenti vanno intesi e spiegati».Sulla lenta formazione metafisica di questi concetti, nel periodo premachiavellico, il Russo rimanda al Gentile, Giordano Bruno e il pensiero del Rinascimento («Il concetto dell’uomo nel Rinascimento» e l’Appendice) (Firenze, Vallecchi). Sugli stessi concetti nel Machiavelli cfr F. Ercole, La politica di Machiavelli.

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