I nipotini di padre Bresciani. Giovanni Ansaldo

Quaderno 9 (XIV)
§ (11)

Con un posticino a parte, nella rubrica deve entrare anche Giovanni Ansaldo. Ricordare il suo dilettantismo politico-letterario, come quello di voler essere «in pochi», di voler formare un’aristocrazia; i suoi atteggiamenti erano dunque «snob», più che convinzione etico-politica, un modo di fare della letteratura distinta. E così l’Ansaldo è diventato la «Stelletta nera» del «Lavoro» che ci tiene a che si vedano che ha solo cinque punte per non essere confusa con quella che nei «Problemi del Lavoro» indica Franz Weiss e che ha sei punte (che l’Ansaldo ci tenga alle cinque punte appare dall’Almanacco delle Muse del 1931. Almanacco dell’Alleanza del Libro – rubrica genovese). Per Ansaldo tutto diventa eleganza letteraria; la stessa serietà morale non è serietà ma eleganza, fiore all’occhiello. Anche questo atteggiamento si può chiamare ed è gesuitismo, un culto del proprio «particulare» nell’ordine dell’intelletto, una esteriorità da sepolcro imbiancato.

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