Filosofia della Praxis

Quaderno 8 (XXVIII)
§ (198)

A p. 298 sgg. della Serie Prima delle Conversazioni critiche il Croce analizza alcune proposizioni delle Glosse al Feuerbach per giungere alla conclusione che non si può parlare di un Marx filosofo e quindi di una filosogia marxista, perché ciò che Marx si proponeva era appunto di «capovolgere» non tanto la filosofia di Hegel, quanto la filosofia in genere, di sostituire il filosofare con l’attività pratica ecc. Ma non pare che il Croce sia esatto obbiettivamente, né che egli riesca soddisfacente criticamente. Ammesso che il Marx volesse soppiantare la filosofia con l’attività pratica, come mai il Croce non ricorre all’argomento perentorio che non si può negare la filosofia se non filosofando, cioè riaffermando quel che si era voluto negare? È vero che lo stesso Croce nel volume Materialismo storico ecc., in una nota riconosce esplicitamente come giustificata l’esigenza di costruire sul marxismo una «filosofia della praxis» posta da Antonio Labriola. Se si esamina, in una veduta d’insieme, tutto ciò che il Croce ha scritto sul marxismo, sia in modo sistematico, sia incidentalmente, si può cogliere quanto egli sia contraddittorio e incoerente da uno scritto all’altro, nei vari periodi della sua attività di scrittore.

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