Azione Cattolica

Quaderno 6 (VIII)
§ (183)

Per la preistoria dell’Azione Cattolica cfr nella «Civiltà Cattolica» del 2 agosto 1930 l’articolo: Cesare D’Azeglio e gli albori della stampa cattolica in Italia. Per «stampa cattolica» si intende «stampa dei cattolici militanti» fra il laicato, all’infuori della «stampa» cattolica in senso stretto ossia espressione dell’organizzazione ecclesiastica.

Nel «Corriere d’Italia» dell’8 luglio 1926 è apparsa una lettera di Filippo Crispolti che dev’essere molto interessante, nel senso che il Crispolti «faceva osservare che chi voleva ricercare i primi impulsi di quel movimento donde uscì anche in Italia la schiera dei “cattolici militanti”, cioè l’innovazione che nel campo nostro ne produsse ogni altra, dovrebbe prendere le mosse da quelle singolari società piemontesi, dette “Amicizie”, che furono fondate o animate dall’abate Pio Brunone Lanteri». Il Crispolti cioè riconosce che l’Azione Cattolica è una innovazione e non già, come sempre dicono le encicliche papali, una attività sempre esistita dagli Apostoli in poi. Essa è una attività strettamente legata, come reazione, all’illuminismo francese, al liberalismo, ecc. e all’attività degli Stati moderni per la separazione dalla Chiesa, cioè alla riforma intellettuale e morale laicistica ben più radicale (per le classi dirigenti) della Riforma protestante; attività cattolica che si configura specialmente dopo il 48, cioè con la fine della Restaurazione e della Santa Alleanza.

Il movimento per la stampa cattolica, di cui parla la «Civiltà Cattolica», legato al nome di Cesare D’Azeglio è interessante anche per l’atteggiamento del Manzoni al riguardo: si può dire che il Manzoni comprese il carattere reazionario dell’iniziativa del D’Azeglio e si rifiutò elegantemente di collaborarvi, eludendo le aspettazioni del D’Azeglio con l’invio della famosa lettera sul Romanticismo, che, scrive la «Civiltà Cattolica», «dato il motivo che la provocò, può considerarsi come una dichiarazione di principii. Evidentemente il vessillo letterario non era che lo schermo di altre idee, di altri sentimenti, che li divideva». e cioè il diverso atteggiamento nel problema della difesa della religione.

L’articolo della «Civiltà Cattolica» è essenziale per lo studio della preparazione dell’Azione Cattolica.

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