Passato e presente. Politica e arte militare

Quaderno 6 (VIII)
§ (155)

Tattica delle grandi masse e tattica immediata di piccoli gruppi. Rientra nella discussione sulla guerra di posizione e quella di movimento, in quanto si riflette nella psicologia dei grandi capi (strateghi) e dei subalterni. È anche (se si può dire) il punto di connessione tra la strategia e la tattica, sia in politica che nell’arte militare. I singoli individui (anche come componenti di vaste masse) sono portati a concepire la guerra istintivamente, come «guerra di partigiani» o «guerra garibaldina» (che è un aspetto superiore della «guerra di partigiani»). Nella politica l’errore avviene per una inesatta comprensione di ciò che è lo Stato (nel significato integrale: dittatura + egemonia), nella guerra si ha un errore simile, trasportato nel campo del nemico (incomprensione non solo del proprio Stato, ma anche dello Stato nemico). L’errore nell’uno e nell’altro caso è legato al particolarismo individuale, di municipio, di regione; che porta a sottovalutare l’avversario e la sua organizzazione di lotta.

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