Passato e presente. Arturo Calza

Quaderno 6 (VIII)
§ (55)

Arturo Calza, il «Farmacista» del «Giornale d’Italia» con Bergamini e Vettori. Cominciò a scrivere nella «Nuova Antologia» con lo pseudonimo di Diogene Laerzio le sue note melense e zuppificatrici; poi apparve il suo vero nome di Arturo Calza. Nella «Nuova Antologia» del 1° febbraio 1930 scrisse una delle solite note tetramente sciocche: La «questione dei giovani» e il manifesto dell’«Universalismo»; fu attaccato da «Critica fascista» che ricordò il suo passato bergaminiano e il sen. Tittoni pensò bene di disfarsene sui due piedi. La rubrica almeno fu abolita, sostituita da brevi riassunti di articoli di rivista che per la scempiaggine potrebbero essere anche scritti dal Calza: sono firmati XXX, ma forse sono dovuti al Marchetti-Ferranti. (Il Calza scrisse l’ultima nota nella «Nuova Antologia» del 16 febbraio seguente: vedere quando apparve l’attacco della «Critica Fascista»).

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