Passato e presente

Quaderno 6 (VIII)
§ (45)

Un pensiero del Guicciardini: «Quanto s’ingannano coloro che ad ogni parola allegano e’ Romani. Bisognerebbe avere una città condizionata come era la loro, e poi governarsi secondo quello esempio; il quale, a chi ha le qualità disproporzionate, è tanto disproporzionato quanto sarebbe vole che un asino facesse il corso di un cavallo». (È nei Ricordi?; cercare e controllare),

Franco Ciarlantini nel 1929 (forse in «Augustea») ha domandato agli scrittori italiani se essi pensino che, per far valere la cultura italiana nel mondo, convenga piuttosto l’apologia senza riserve o la critica sincera. Problema caratteristico.

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