Carattere della letteratura italiana non nazionale-popolare

Quaderno 5 (IX)
§ (38)

Articolo di Orazio Pedrazzi nell’«Italia letteraria» del 4 agosto 1929: Le tradizioni antiletterarie della burocrazia italiana. Il Pedrazzi non fa alcune distinzioni necessarie. Non è vero che la burocrazia italiani sia così «antiletteraria» come sostiene il Pedrazzi, menrte è vero che la burocrazia (e si vuole dire l’alta burocrazia) non scrive della sua propria attività. Le due cose sono molto diverse: credo anzi che ci sia una mania letteraria propria della burocrazia, ma riguarda il «bello scrivere». «l’arte», ecc.: forse si potrebbe trovare che la grande massa della paccottiglia letteraria è dovuta a burocrati. Invece è vero che non esiste in Italia (come in Francia e altrove) una letteratura dovuta ai funzionari statali (militari e civili) di valore e che riguardi l’attività svolta, all’estero, dal personale diplomatico, al fronte, dagli ufficiali, ecc.; quella che c’è, per lo più è «apologetica». «In Francia, in Inghilterra, generali ed ammiragli scrivono per il loro popolo, da noi scrivono solo per i loro superiori». La burocrazia non ha un carattere nazionale, ma di casta.

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