Shaw e Gordon Craig

Quaderno 4 (XIII)
§ (88)

Polemica tra i due sul teatro. Shaw difende le sue didascalie lunghissime come aiuto non alla rappresentazione ma alla lettura. Secondo Aldo Sorani («Marzocco» del 1° novembre 1931) queste didascalie dello Shaw «sono precisamente il contrario di quel che Gordon Craig desidera e richiede come atto a ridar vita sulla scena alla fantasia dell’autore drammatico, a ricreare quell’atmosfera da cui l’opera d’arte è sorta e si è imposta allo stesso autore».

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