La restaurazione e lo storicismo

Quaderno 4 (XIII)
§ (24)

Il periodo della Restaurazione elabora lo «storicismo» secondo due linee di sviluppo: nella realtà effettuale e ideologicamente. Nella realtà effettuale in quanto «conserva una gran parte delle conquiste del periodo precedente, cioè riconosce il predominio della grande borghesia e ne attua il programma «civile»; ideologicamente in quanto, per questa stessa ragione, deve sviluppare una sua filosofia politica, che giustifichi la sua posizione, criticando il programma «piccolo borghese» della rivoluzione, cioè quell’insieme di «strumenti pratici» attraverso i quali era stato possibile ottenere l’unità popolare intorno alla borghesia stessa (cioè quell’insieme di principii ideologici che formano la parte più caratteristica del razionalismo politico francese e dei così detti principii dell’89). Alla gerarchia politico-sociale per cui gli intellettuali piccolo borghesi sono all’apice del governo popolare, si sostituisce un’altra gerarchia in cui il governo è in mano all’aristocrazia e agli intellettuali assimilati: al consenso [diretto] delle classi popolari si sostituisce il consenso indiretto, ossia la passività politica (suffragio universale – suffragio censitario). La lotta ideologica si questo terreno genera la concezione storicistica: i teorici dell’ancien régime sono ben piazzati per vedere il carattere astratto, antistorico delle ideologie piccolo-borghesi; ma essi generano il loro contrario, uno storicismo «popolare» che critica e l’ideologia piccolo-borghese e l’ideologia «aristocratica», spiegando ambedue e spiegando »se stesso» ciò che rappresenta il massimo «storicismo», la liberazione totale da ogni «ideologismo», la reale conquista del mondo storico, cioè l’inizio di una nuova civiltà originale. Bisogna studiare tutte queste correnti di pensiero nelle loro concrete manifestazioni: 1) come corrente filosofica, 2) come corrente storiografica, 3) come corrente politica. Nella corrente filosofica bisogna intendere non solo i filosofi sistematici, ma tutti gli scrittori che per una o per altra branca delle scienze affermano lo «storicismo» esplicitamente o implicitamente: [oltre che nella storiologia,] nell’economia, nella morale, nella scienza della politica ecc. Nella corrente storiografica, gli storici che nei loro studi concreti sono «storicisti». Nella corrente politica (certamente la più complessa, perché tutti i grandi politici in atto sono stati implicitamente «storicisti» anche quando hanno giustificato le loro imprese secondo le ideologie diffuse nel loro tempo) tutte le affermazioni di «storicismo» e il loro contraddirsi con le ideologie diffuse e i tentativi di spiegarle con queste.

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