La tecnica del pensare

Quaderno 4 (XIII)
§ (18)

Cfr F. Engels: Prefazione all’Antidühring (3ª edizione, Stuttgard, 1894, p. XIX): che «l’arte di operare coi concetti non è alcunché d’innato o di dato nella coscienza comune, ma è un lavoro tecnico del pensiero, che ha una lunga storia, né più né meno della ricerca sperimentale delle scienze naturali» (citato dal Croce, Materialismo storico ed economia marxistica, 1921, p. 31). Questo concetto di Engels è richiamato da me in varie note. Vedere il testo originale di Engels, parafrasato dal Croce, il quale nota tra parentesi che questo concetto non è «peregrino», cioè era diventato di senso comune già prima di Engels. Per me non si tratta del fatto della maggiore o minore originalità dell’affermazione di Engels, ma della sua importanza e del posto che occupa nel materialismo storico. Mi pare che ad essa occorra richiamarsi per intendere ciò che vuol dire Engels quando scrive che dopo Marx della vecchia filosofia rimane, tra l’altro, la logica formale, affermazione che il Croce riporta nel suo saggio sullo Hegel con un punto esclamativo. Lo stupore del Croce quanto alla «riabilitazione» della logica formale implicita nell’affermazione di Engels, deve essere collegato alla sua dottrina della tecnica nell’arte per esempio, ma il paragone in questo caso sarebbe fallacissimo. Se può esistere un artista che non conosce nulla dell’elaborazione tecnica precedente, non si può dire lo stesso nella sfera della scienza e del pensiero, in cui esiste progresso e deve esistere progresso metodico e di tecnica proprio come nelle scienze sperimentali. La quistione che sorge sarà del posto che questa tecnica deve occupare nel quadro della scienza del pensiero: se si prende l’esempio della dialettica, l’importanza di questo posto apparirà subito. La dialettica è anche una tecnica ed è proprio come tale che trova difficoltà presso molti filosofi ad essere accettata; ma è anche un nuovo pensiero, una nuova filosofia. Si può staccare il fatto tecnico dal fatto filosofico? Nella «Critica» del Croce sono state pubblicate molte recensioni che dimostrino questa incomprensione della tecnica dialettica e della nuova maniera di pensare.

Mi pare di aver notato altrove l’importanza che ha la tecnica del pensiero nella costruzione di un programma didattico: anche qui non si può fare il paragone tra la tecnica del pensiero e le vecchie retoriche. Queste né creavano artisti, né creavano il gusto, né davano criteri  per apprezzare la bellezza: erano inutili in sé e se avevano risultati era per l’opera vivente del maestro. La tecnica del pensiero non creerà certamente grandi filosofi, ma darà criteri di giudizio e correggerà le storture del modo di pensare del senso comune. Sarebbe interessante un paragone tra la tecnica del senso comune, della filosofia dell’uomo della strada, e la tecnica del pensiero moderno più sviluppato. Anche in questo riguardo vale l’osservazione del Macaulay sulle debolezze logiche della cultura formatasi per via oratoria e declamatoria. Tutto questo argomento deve essere ben studiato, dopo aver raccolto tutto il materiale possibile in proposito. (Vedere anche le dottrine dei pragmatisti sul linguaggio come causa di errore – il libretto del Prezzolini – e le quistioni poste dal Pareto sullo stesso argomento). Si tratta in parte di una propedeutica (ma non solo di ciò, perché l’immagine di «strumento» tecnico può trarre in errore e tra «tecnica» e «pensiero in atto» esistono più identità che non esistano nelle scienze tra «strumenti materiali» e scienza propriamente detta): un astronomo che non sappia servirsi dei suoi strumenti non sarebbe un astronomo, quantunque tra «strumenti astronomici» e astronomia i rapporti siano esteriori e meccanici. Un poeta può non saper leggere e scrivere: in un certo senso anche un pensatore può farsi leggere e scrivere tutto ciò che lo interessa degli altri ed egli ha pensato. Il leggere e scrivere si riferiscono alla memoria, sono un aiuto della memoria. La tecnica del pensiero non può essere paragonata a queste cose, per cui si possa dire che importa insegnare questa tecnica come importa insegnare a leggere e a scrivere senza che ciò interessi la filosofia come il leggere e scrivere non interessa il poeta come tale.

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