Aspetto nazionale-popolare negativo della letteratura italiana.

Quaderno 3 (XX)
§ (154)

Su Bruno Cicognani, scrive Alfredo Gargiulo nell’«Italia Letteraria» del 24 agosto 1930 (cap. XIX di 1900-1930): «L’uomo e l’artista fanno nel Cicognani una cosa sola: nondimeno si sente il bisogni di dichiarar subito, quasi in separata sede (!), la simpatia che ispira l’uomo. L’umanissimo Cicognani! Qualche sconfinamento, lieve del resto, nell’umanitarismo di tipo romantico o slavo: che importa? Ognuno sarà disposto a perdonarglielo, in omaggio a quell’autentica (“) fondamentale umanità». Dal seguito non si capisce bene ciò che il Gargiulo voglia dire: è caso «mostruoso» che l’uomo e l’artista facciano una cosa sola? E cosa significa «l’autentica fondamentale umanità»: «autentico» sostituisce il «vero» di una volta, troppo screditato. Bisognerebbe, come detto altrove, leggere tutta l’esposizione del Gargiulo: per me «umanità» autentica, fondamentale ecc. può significare una cosa sola: «storicità», cioè carattere «nazionale-popolare» dello scrittore, sia pure in senso largo, «socialità» dello scrittore, anche in senso «aristocratico», purché il gruppo sociale che esso esprime sia vivo storicamente e il «collegamento» sociale non sia di carattere «pratico-politico» cioè predicatorio moralistico, ma «storico morale».

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