L’emigrazione italiana e la funzione cosmopolita delle classi colte italiane

Quaderno 3 (XX)
§ (117)

Prima della rivoluzione francese, prima cioè che si costituisse organicamente una classe dirigente nazionale, c’era una emigrazione di elementi italiani rappresentanti la tecnica e la capacità direttiva, elementi che hanno arricchito gli Stati europei col loro contributo. Dopo la formazione di una borghesia nazionale e dopo l’avvento del capitalismo si è iniziata l’emigrazione del popolo lavoratore, che è andato ad aumentare il plusvalore dei capitalismi stranieri: la debolezza nazionale della classe dirigente ha così sempre operato negativamente. Essa non ha dato la disciplina nazionale al popolo, non l’ha fatto uscire dal municipalismo per una unità superiore, [non ha creato una situazione economica che riassorbisse le forze di lavoro emigrate,] in modo che questi elementi sono andati perduti in grandissima parte, incorporandosi nelle nazionalità straniere in funzione subalterna.

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