Quaderno 2 (XXIV)
§ (16)

Francesco Tommasini, Politica mondiale e politica europea, «Nuova Antologia», 1° maggio – 16 maggio 1927.

Egemonia politica dell’Europa prima della guerra mondiale. Il Tommasini {dice} che la politica mondiale è stata diretta dall’Europa fino alla guerra mondiale, dalla battaglia di Maratona (490 a.C.), (Però fino a poco tempo fa non esisteva il «mondo» e non esisteva una politica mondiale; d’altronde la civiltà cinese quella indiana hanno pur contato qualcosa). All’inizio del secolo esistevano tre potenze mondiali europee, mondiali per l’estensione dei loro territori, per la loro potenza economica e finanziaria, per la possibilità di imprimere alla loro attività una direzione assolutamente autonoma, di cui tutte le altre potenze, grandi e minori, dovevano subire l’influsso: Inghilterra, Russia, Germania. (Il Tommasini non considera la Francia come potenza mondiale!) Inghilterra: aveva battuto tre grandi potenze coloniali (Spagna, Paesi Bassi, Francia) e asservito la quarta (Portogallo), aveva vinto le guerre napoleoniche ed era stata per un secolo arbitra del mondo intero. Two power standard. Punti strategici mondiali nelle sue mani (Gibilterra, Malta, Suez, Aden, isole Bahrein, Singapore, Hong-Kong). Industrie, commercio, finanze. Russia: minacciava India, tendeva a Costantinopoli. Grande esercito. Germania: attività intellettuale, concorrenza industriale all’Inghilterra, grande esercito, flotta minacciosa per il two power standard.

Formazione della potenza degli Stati Uniti. Indipendenza nel 1783, riconosciuta dall’Inghilterra col trattato di Versailles: comprendevano allora 13 Stati, di cui 10 di originaria colinizzazione britannica e 3 (New-York, New Jersey e Delaware) ceduti dai Paesi Bassi all’Inghilterra nel 1667, con circa 2 milioni di Km², ma la parte effettivamente popolata era solo quella sulla costa orientale dell’Atlantico. Secondo il censimento del 1790, la popolazione non arrivava a 4 milioni, compresi 700.000 schiavi. Su quello stesso territorio nel 1920 esistevano 20 Stati con 71 milioni di abitanti. Allora gli Stati Uniti confinavano a Nord col Canadà, che la Francia aveva ceduto all’Inghilterra nel 1763, dopo la guerra dei 7 anni; ad Ovest con la Luisiana, colonia francese che fu comperata nel 1803 per 15 milioni di dollari (territorio di 1.750.000 Km²) così che tutto il bacino del Mississipì si trovò in suo dominio e il confine cadde sul fiume Sabine colla colonia spagnola del Messico. A Sud con la Florida spagnola che fu acquistata nel 1819.

Il Messico, che allora era il doppio dell’attuale, insorse nel 1810 contro la Spagna e nel 1821 fece riconoscere la sua indipendenza col trattato di Cordova. Da quel momento gli Stati Uniti iniziarono una politica tesa ad accaparrarsi il Messico: l’Inghilterra sosteneva l’imperatore Yturbide, gli Stati Uniti favorirono un movimento repubblicano che trionfò nel 1823. Intervento francese in Spagna. Opposizione dell’Inghilterra e degli Stati Uniti alla politica della Santa Alleanza di aiutare la Spagna a riconquistare le colonie americane. Da ciò è determinato il messaggio del Presidente Monroe al Congresso (2 dicembre 1823) in cui enunciata la teoria famosa. Si domanda di non intervenire contro le ex-colonie che hanno proclamato la loro indipendenza, che l’hanno mantenuta e che è stata riconosciuta dagli Stati Uniti, i quali non potrebbero rimanere indifferenti spettatori di un simile evento qualunque forma fosse per assumere.

Nel 1835 il Texas (690 mila Km²) si dichiarò indipendente dal Messico e dopo un decennio si unì agli Stati Uniti. Guerra fra Stati Uniti e Messico. Col trattato di Guadalupa Hidalgo (1848) il Messico dovette cedere il territorio costituente gli attuali Stati della California, dell’Arizona, del Nevada, dell’utah e del Nuovo Messico (circa 1.700.000 Km²). Gli Stati Uniti arrivarono sulla costa del Pacifico, che fu occupata poi fino alla frontiera del Canadà, e raggiunsero le dimensioni attuali.

Dal 60 al 65 guerra di secessione: Francia e Inghilterra incoraggiarono il movimento separatista del Sud e Napoleone III cercò di approfittare della crisi rafforzando il Messico con Massimiliano. Gli Stati Uniti, finita la guerra civile, ricordarono la dottrina di Monroe a Parigi, esigendo il ritiro delle truppe francesi dal Messico. Nel 1867 acquisto dell’Alaska. L’espansione degli Stati Uniti come grande potenza mondiale, comincia alla fine dell’800.

Problemi principali americani: 1°, regolamento dell’emigrazione per assicurare una maggiore omogeneità della popolazione (veramente questo problema di pose dopo la guerra ed è legato, oltre che alla quistione nazionale, anche e specialmente alla rivoluzione industriale); 2°, egemonia sul mar Caraibico e sulle Antille; 3°, dominio sull’America Centrale, specialmente sulle regioni dei canali; 4°, espansione nell’Estremo Oriente.

Guerra mondiale. Imperi centrali bloccati: l’Intesa padrona dei mari: gli S.U. rifornirono l’Intesa, sfruttando tutte le buone occasioni che si offrivano. Il costo colossale della guerra, i profondi turbamenti della produzione europea (la rivoluzione russa), hanno fatto degli Stati Uniti gli arbitri della finanza mondiale. Quindi la loro affermazione è politica.

Inghilterra e Stati Uniti dopo la guerra. L’Inghilterra è uscita dalla guerra come trionfatrice. La Germania privata della flotta e delle colonie. La Russia, che poteva ridiventare rivale, ridotta a fattore secondario per almeno qualche decennio (questa opinione è discutibile molto: forse gli inglesi avrebbero preferito come rivale la Russia zarista, anche vittoriosa, all’attuale Russia, che non solo influisce sulla politica imperiale, ma anche sulla politica interna inglese). Ha acquistato circa altri 10 milioni di Km² di possedimenti con circa 35 milioni di abitanti. Tuttavia l’Inghilterra ha dovuto riconoscere tacitamente la supremazia degli Stati Uniti, e ciò sia per ragioni economiche sia per la trasformazione dell’Impero. La ricchezza degli Stati Uniti che si calcolava in 925 miliardi di franchi oro nel 1912, era salita nel 1922 a 1.600 miliardi. La marina mercantile: 7.928.688 tonn. nel 1914, 12.500.000 nel 1919. Le esportazioni: 1913, 15 miliardi franchi oro; nel 1919, 37 miliardi e 1/2, ridiscendendo a circa 24 miliardi nel 1924-25. Importazioni 10 miliardi circa nel 1913, 16 nel 1919, 19 nel 1924-25.

La ricchezza della Gran Bretagna nel decennio 1912-22 è salita solo da 387 a 445 miliardi di franchi oro. Marina mercantile: 1912, 13.850.000 tonn.; 1922, 11.800.000. Esportazioni: 1913, 15 miliardi circa di franchi oro; 1919, 17 miliardi; 1924, 20 miliardi. Importazioni: 1913, 19 miliardi,; 1919, 28½ miliardi circa; 1924, 27½ miliardi. Debito pubblico: 31 marzo 1915: 1.162 milioni di sterline; 1919: 7.481 milioni; 1929: 8.482 milioni; all’attivo vi erano, dopo la guerra, crediti per prestiti a Potenze alleate, colonie e domìni, nuovi Stati dell’Europa orientale ecc., che nel 1919 ascendevano a 2.541 milioni di sterline e nel 1924 a 2.162. Ma non erano di sicura riscossione integrale. Per es. il debito italiano era nel 1924 di 553 e nel 1925 di 584 mil. di sterline, ma con l’accordo del 27 gennaio 1926 l’Italia pagherà in 62 anni solo 276.750.000 sterline interessi compresi. Nel 1922 l’Inghilterra invece consolidò il suo debito verso gli Stati Uniti in 4.600 milioni di dollari, rimborsabili in 62 anni con interesse del 3% fino al 1932 e del 3½% in seguito.

Impero inglese. Da Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda è diventato l’«Unione britannica di Nazioni» (British Commonwealth of Nations). Tendenze particolaristiche. Canadà, Australi e Nuova Zelanda in una posizione intermedia tra Inghilterra e Stati Uniti. Rapporti tra Stati Uniti e Canadà sempre più intimi. Canadà speciale ministro plenipotenziario a Washington. Se urto serio tra Stati Uniti e Inghilterra l’Impero inglese si sgretolerebbe.

Wilson. Politica mondiale di Wilson. Suo contrasto con le forze politiche preponderanti negli Stati Uniti. Fallimento della sua politica mondiale. Warren G. Harding diventa presidente il 4 marzo 1921. Colla sua nota del 4 aprile seguente Harding, a proposito della quistione dell’isola di Yap, precisa che gli Stati Uniti non intendono intervenire nei rapporti fra gli Alleati e la Germania, né chiedere la revisione del trattato di Versailles, ma mantenere tutti i diritti che le derivano dal suo intervento nella guerra. Questi principii {furono} svolti nel messaggio del 12 aprile e condussero alla conferenza di Washington che durò dal 12 novembre 1921 al 6 febbraio 1922 e si occupò della Cina, dell’equilibrio dei mari dell’Estremo Oriente e della limitazione degli armamenti navali.

Popolazione degli Stati Uniti. Sua composizione nazionale data dall’immigrazione. Politica governativa. Nel 1882 proibito l’accesso agli operai cinesi. Col Giappone furono dapprima usati certi riguardi, ma nel 1907 col così detto Gentrlemen’s agreement Root- Takahira l’immigrazione giapponese, senza essere respinta come tale, fu grandemente ostacolata mediante clausole circa la cultura, le condizioni igieniche e la fortuna degli immigranti. Ma il gran mutamento della politica d’immigrazione è avvenuto dopo la guerra: la legge 19 maggio 1921, rimasta in vigore fino al 1° luglio 1924, stabilì che la quota annua di immigrazione di ogni singola nazione dovesse limitarsi al 3% dei cittadini americani della stessa nazione, secondo il censimento del 1910. (Successive modifiche). L’immigrazione gialla definitivamente esclusa.

Gli Stati Uniti nel Mar Caraibico. Guerra ispano-americana. Col trattato di pace di Parigi (10 dicembre 1898) la Spagna rinunciò a ogni suo diritto su Cuba e cedette agli Stati Uniti Porto Rico e le altre sue isole minori. L’isola di Cuba, che domina l’entrata del golfo del Messico, doveva essere indipendente e si promulgò una costituzione il 12 febbraio 1901; ma gli Stati Uniti, per riconoscere l’indipendenza e ritirare le truppe, si fecero garantire il diritto d’intervento. Col trattato di reciprocità del 2 luglio 1903 gli Stati Uniti ottennero vantaggi commerciale l’affitto come base navale della baia di Guantanamo.

Gli Stati Uniti intervennero nel 1914 ad Haiti: il 16 settembre 1915 un accordo dette il diritto agli Stati Uniti di avere a Port-au-Prince un loro alto commissario da cui dipende l’amministrazione delle dogane. La repubblica di San Domingo fu posta sotto il controllo finanziario americano nel 1907 e durante la guerra vi furono sbarcate truppe, ritirate nel 1924. Nel 1917 gli Stati Uniti comprarono dalla Danimarca l’arcipelago delle Vergini. Così gli Stati Uniti dominarono il golfo di Messico e il Mare Caraibico.

Gli Stati Uniti e l’America Centrale. Canale di Panama e altri possibili canali. La repubblica di Panama si è impegnata col trattato di Washington del 15 dicembre 1926 a dividere le sorti degli Stati Uniti in caso di guerra. Il trattato non ancora ratificato perché incompatibile con lo Statuto della Società delle Nazioni di cui il Panama fa parte, ma la ratifica non necessaria, Quistione del Nicaragua.

La Cina. L’America nel 1899 proclamò la politica dell’integrità territoriale cinese e della porta aperta. Nel 1908, con lo scambio di note Root-Takahira, Stati Uniti e Giappone rinnovarono dichiarazioni solenni sull’integrità e l’indipendenza politica della Cina. Sopo l’accettazione da parte della Cina delle così dette «ventun domande» del Giappone (ultimatum 1915) gli Stati Uniti dichiarano (note del 13 maggio 1915 a Pekino e Tokio) che non riconoscevano gli accordi conclusi. Alla conferenza di Washington gli Stati Uniti ottennero che le potenze europee e il Giappone rinunziassero a buona parte dei vantaggi speciali e dei privilegi che si erano assicurati. Il Giappone si impegnò a sgombrare il Kiau-Ceu. Solo in Manciuria il Giappone mantenne la sua posizione. Fin dal 1908 gli Stati Uniti avevano rinunziato alle indennità loro spettanti dopo la rivolta dei boxers e avevano adibito le somme relative a scopi culturali in Cina. Nel 1917 la Cina sospese i pagamenti. Accordi: Giappone e Inghilterra hanno rinunziato come gli Stati Uniti; la Francia si è servita dei fondi per risarcire i danneggiati del fallimento della Banca industriale di Cina: Italia e Belgio hanno consentito a consacrare a scopi culturali circa i 4/5 delle somme ancora dovute.

Estremo Oriente. Possessi degli Stati Uniti: le Filippine e l’isola di Guam (Marianne); le Hawai; l’isola di Tutuila nel gruppo della Samoa. Prima del trattato di Washington la situazione nell’Estremo Oriente era dominata dall’alleanza anglo-giapponese, conclusa col trattato difensivo di Londra del 30 gennaio 1902, basato sull’indipendenza della Cina e della Corea, con prevalenza di interessi inglesi in Cina e giapponesi in Corea; dopo la disfatta russa, fu sostituito dal trattato del 12 agosto 1905: l’integrità della Cina ribadita e l’eguaglianza economica e commerciale di tutti gli stranieri, i contraenti si garantivano reciprocamente i loro diritti territoriali e i loro interessi speciali nell’Asia Orientale e in India: supremazia giapponese in Corea e diritto dell’Inghilterra di difendere l’India nelle regioni cinesi vicine, cioè il Tibet. Questa alleanza vista di malocchio da Stati Uniti. Attriti durante la guerra. Nella seduta del 10 dicembre 1921 della Conferenza di Washington lord Balfour annunziò la fine dell’alleanza, sostituita col trattato 13 dicembre 1921 con cui la Francia, l’Inghilterra, gli Stati Uniti e il Giappone si impegnano per dieci anni: 1°, a rispettare i loro possedimenti e domìni insulari nel Pacifico e a deferire ad una conferenza degli Stati stessi le controversie che potessero sorgere fra alcuni di loro circa il Pacifico e i possedimenti e domìni in quistione; 2°, a concertarsi nel caso di attitudine aggressiva di altra potenza. Il trattato si limita ai possedimenti insulari e per ciò che riguarda il Giappone si applica a Karafuto (Sakhalin meridionale) a Formosa e alle Pescadores, ma non alla Corea e a Porto Arthur. Una separata dichiarazione specifica che il trattato si applica anche alle isole sotto mandato del Pacifico, ma che ciò non implica il consenso ai mandati da parte degli Stati Uniti. La reciproca garanzia dello statu quo ha speciale importanza per le Filippine, poiché impedisce al Giappone di fomentarvi il malcontento degli indigeni.

Nel trattato per la limitazione degli armamenti navali c’è una disposizione importantissima (art. 19) con cui Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Giappone, si impegnano fino al 31 dicembre 1936 di mantenere lo statu quo per ciò che riguarda le fortificazioni e le basi navali nei possedimenti e domìni situati ad oriente del meridiano 110 di Greenwich, che passa per l’isola di Hainan. Il Giappone è sacrificato, perché ha le mani legate anche per i piccoli arcipelaghi vicini alle grandi isole metropolitane. L’Inghilterra può fortificare Singapore e gli Stati Uniti le Hawai, dominando così entrambi gli accessi al Pacifico. Limitazione delle navi di linea. Ottenimento della parità navale tra Stati Uniti e Inghilterra.

Egemonia degli Stati Uniti. Il Tommasini prevede alleanza tra Stati Uniti e Inghilterra e che dall’Asia partirà la riscossa contro di essa per una coalizione  che può comprendere la Cina, il Giappone e la Russia col concorso tecnico-industriale della Germania. Egli si basa ancora sulla prima fase del movimento nazionalista cinese.

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